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THIS IS PIPPEN!!!!!(IO E SUPER IO!!!) ON-LINE DAL 10 DICEMBRE 2006... June 26 SARA FORTE.SOGNIDobbiamo trattare i sogni tenendo conto delle sfumature,dobbiamo trattarli come un’opera d’arte; non in modo logico e razionale…ma con un certo ritegno e una certa delicatezza. E’ l’arte creativa della natura a creare il sogno, e quindi dobbiamo essere alla sua altezza quando tentiamo di interpretarlo"
Carl Gustav Jung L’Artista piemontese, fortemente ispirata dalle parole di Jung, realizza una serie di lavori ad olio su tela e tavoletta che rappresentano il mondo onirico, ricco di fascino e di mistero. I soggetti e le situazioni sono dei più svariati, unico anello di congiunzione è l’irreale, l’immaginario che ci consentono, anche se solo per poco tempo, di estraniarci dalla realtà spesso poco gradita. “Lontano, là dove nasce l’arcobaleno, oltrepassati nove monti e nove fiumi, là dove la realtà cessa di esistere per lasciare spazio alla fantasia, fra isole di ghiaccio e montagne di cristallo, vive un regno addormentato dove i sogni diventano realtà. Essi arrivano dall’inconscio, non usano la logica alla quale la nostra ragione è abituata, parlano con un linguaggio oscuro e sconosciuto che vale la pena imparare perché è grazie allo stesso che abbiamo la possibilità di entrare nel nostro profondo, nella nostra anima.”
Queste le parole utilizzate dall’Artista per accompagnarci nel “suo mondo di sogni”. Note biografiche
Sara Forte La giovanissima artista novarese è un talento naturale coltivato con costanza e curiosità. Versatile sperimentatrice di tecniche e tematiche diverse, già allieva del Maestro Alfieri, ha al suo attivo diverse partecipazioni a mostre collettive e personali in Italia ed all’estero. Ha scritto di lei Eliana Frontini: ‘Sara Forte è un’artista che ha dentro di sé, senza che appaia, un fuoco che si placa soltanto in parte, quando si attarda a dar vitalità ad una dolce figura che comprime il suo ardore. E’ un’artista padrona della forma, che sceglie di arrivare ad un equilibrio nel quale preparazione, esperienza e fantasia, condite da doti istintive, fa emergere sempre in modo indelebile, l’impronta dell’artista creatore. Si tratta di tele sempre più espressive, soffici come velluti, fatte di pennellate quasi impalpabili che trasfondono una vena inesausta d’idillio e di poesia che fa sognare coloro che chiedono all’arte un po’ di gentilezza, una via di fuga verso un mondo innocente, come avveniva nei dipinti dei grandi pittori simbolisti del passato Sara Forte. Sogni www.associazionestudio7.itA cura di: MonnaLisa Salvati Periodo: 10 giugno - 20 luglio 2009 BANCA SELLA SUD ARDITI GALATI Corso Mazzini, 227 Cava de’ Tirreni (Sa) Orari: Lunedì al venerdì 8:30/13:30- 14:30/15:30 Coordinamento: Associazione Culturale Studio7.it tel. 3204571690 YOSHIN OGATA-CERCHI D'ACQUA
Uno dei segni che più caratterizzano il pianeta è l’acqua. Alla presenza dell’acqua si collega l’origine della vita. Per Yoshin Ogata l’acqua e i suoi segni,la goccia, il flusso,sono sempre stati simboli della vita che scorre, scava, rigenera… Il dialogo di Ogata con l’acqua dura ormai da 30 anni e si è espresso in una gamma vastissima di marmi, graniti di vari colori provenienti da tutto il mondo e che accuratamente sceglie per adattare le sue sculture agli ambienti che le ospitano .
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Durata : 11 Giugno - 4 Luglio 2009 Sede : Anna Bedra Artz Contemporanea Sito web : www.annabreda-arte.com CLAUDIO BAGLIONI OGGI A SPELLODi Giampaolo Carboni.Un ricco carnet di appuntamenti per la rassegna estiva a Villa Fidelia. Si comincia venerdì 26 giugno con il concerto di Claudio Baglioni Gran Concerto Q.P.G.A.. Il nuovo spettacolo live di Baglioni, ispirato a QPGA, dopo il libro ed il film, non è un semplice tour ma una vera e propria opera moderna, cui seguirà un viaggio nel repertorio storico dell’artista. Biglietti: da € 34,50 a € 69.Inizio ore 21.00Info: tel. 075 5056950MICHAEL JACKSON 1958-2009Di Giampaolo Carboni.La morte di Michael Jackson non può lasciarci indifferenti.Aldilà di tutti quei giudizi personali che noi ci possiamo essere fatti sulla sua vita (e giusti o sbagliati che essi siano) e attenendoci solo alla sua fantastica qualità di artista non possiamo non affermare forte e senza alcuna vergogna che con la sua morte se ne va una delle poche colonne della musica a livello mondiale,capace di vendere milioni e milioni di dischi,stabilendo un record forse impossibile da battere per questi tempi ed anche per quelli futuri. Qui sotto riporto un breve excursus sulla vita di Jackson,tratto da Repubblica.it. Il mondo oggi è più povero in quanto mancherà sicuramente la sua bravura e la sua arte. Ciao Michael.L'ICONA del pop se n'è andata a cinquant'anni. Dopo una carriera coronata dalla gloria e dal successo, e una vita infelice, funestata da un'infanzia difficile, da relazioni sentimentali fallimentari, soprattutto dalle inchieste giudiziarie e dall'accusa di pedofilia, dalla quale fu poi scagionato. Un'avventura, quella nella musica, cominciata da bambino. Un'inizio precocissimo che gli ha permesso, una volta iniziata la carriera solista, di diventare uno degli artisti di maggior successo della storia.Il successo. Michael Jackson inizia la sua carriera a cinque anni, autentico bambino prodigio, insieme ai fratelli, nel gruppo Jackson Five. Nel 1971 la prima esperienza solista, con il singolo Got to be there. A consacrarlo artista pop di maggior successo di sempre fu l'album Thriller del 1982, tuttora il più venduto nella storia della musica, co-prodotto da Quincy Jones e vincitore di otto Grammy Awards. Secondo il Guinness World Records, il cantautore ha venduto oltre 750 milioni di album. Risultato, questo, che lo rende di fatto l'artista solista di maggior successo di sempre.I guai giudiziari. Dal 1988 al 2005 Jackson vive al Neverland Ranch (poi venduto, nel 2008, per 35 milioni di dollari), in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali. Le sue frequentazioni con quei ragazzi hanno un enorme impatto mediatico, anche perché cominciano a circolare voci che parlano di rapporti complicati tra il cantante e i suoi giovanissimi ammiratori. Nel 1993, per la prima volta, Jackson viene accusato di molestie sessuali da un suo fan. Dopo un'altra denuncia, nel 2003, il cantante finisce nel mirino dei giudici, accusato anche di altri tipi di reati. Viene poi processato nel 2005 per la vicenda, e alla fine assolto in appello da tutti i dieci capi d'accusa perché ritenuto innocente.I problemi di salute. L'allarme nel 2008, quando Jackson viene fotografato su una sedia a rotelle, in pigiama. Verso la fine dell'anno si parla di una malattia genetica, la A1AD, provocata dalla mancanza di una proteina che protegge i polmoni. Una patologia che lo avrebbe reso cieco dall'occhio sinistro (la vista sarebbe calata per il 95%) e quasi impossibilitato a parlare. L'unica cosa che avrebbe potuto salvarlo da problemi gastrointestinali, o addirittura dalla morte, era il trapianto del polmone. Lo scorso maggio, The Sun rivela che il cantante è affetto da un tumore della pelle.Una vita privata sfortunata. Nel 1994 Michael Jackson sposa la figlia di Elvis Presley, Lisa Marie. Ma l'unione dura meno di due anni. Jackson si risposa nel 1997 con l'infermiera Debbie Rowe, conosciuta mentre si stava sottoponendo a una delle tante operazioni di chirurgia plastica. Dalla Rowe ha due figli, Prince Michael e Paris Michael Katherine, prima di divorziare nel 1999. Nel 2020 ha un terzo figlio, Prince Michael II, da una donna sconosciuta.Il possibile rilancio. Lo scorso 5 marzo l'artista tiene una conferenza stampa all'Arena 02 di Londra. E annuncia una serie di concerti nella capitale britannica, previsti per luglio. Lì, chiarisce: "E' la mia ultima chiamata sul palco". Il primo dei concerti era previsto per il 13 luglio. Sarebbe rimasto in cartellone, all'Arena 02, fino a settembre, e poi dal 7 gennaio al 6 marzo 2010. I biglietti sono andati a ruba.L'ultima chance. Questi concerti, peraltro posticipati più volte, erano la sua ultima chance. Travolto dagli scandali, immerso in una crisi personale e artistica devastante, incapace di produrre un album decente, dopo essersi venduto prima le edizioni musicali e poi l'ormai famigerato ranch Neverland, Jackson era praticamente costretto a tornare in scena per realizzare denaro. L'ultima cosa che si era saputa di lui era l'ingaggio di Lou Ferrigno, l'ex Hulk, come personal trainer che, per giunta, aveva raccontato di averlo trovato in condizioni fisiche disastrose. Si parlava di un tumore alla pelle mentre era ancora viva la memoria delle sue immagini mentre faceva shopping in sedia a rotelle.La fine. Il 29 agosto avrebbe compiuto 51 anni. L'ultima parte della sua vita è stata un dramma vissuto in pubblico, un caso clamoroso di autodistruzione, accompagnato dallo spaventoso peso dell'accusa di pedofilia. Jackson si è imposto come un'icona pop del XX secolo. L'abilità di tenere il palcoscenico negli anni d'oro, la fisicità, la danza, un uso rivoluzionario dei videoclip sono solo alcuni degli elementi divenuti parte della sua leggenda di uomo premiatissimo, ricevuto alla Casa Bianca. Ma dopo Bad e Dangerous, i suoi ultimi successi, con l'arrivo degli anni Novanta la situazione è cominciata ad andare fuori controllo. Con il continuo ricorso alla chirurgia plastica, le frequentazioni di ragazzini, la dipendenza dai farmaci. Con la serie dei processi è iniziata la sua fine artistica. Che tristemente ha anticipato il suo addio.June 24 POLIZIOTTI E PREZZI DA G8Generi alimentari, bevande calde e fredde ai poliziotti in servizio all'Aquila per il G8 purché la spesa non sia superiore a 1,50 euro. E' questa la denuncia del Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, che ha rivolto al ministro dell'Interno Roberto Maroni e al Capo della Polizia Antonio Manganelli.Convenzioni con ristoratori privati. «Ha appreso che la direzione centrale dei servizi di Ragioneria, il 18 giugno ha comunicato che nell’ambito dell’organizzazione logistica del vertice internazionale del G8 all’Aquila - scrive Sergio Scalzo, segretario nazionale del Consap - la direzione centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale, in considerazione del disagio derivante dalla ridotta presenza in loco di esercizi commerciali e della particolarità delle condizioni in cui si svolgerà l’evento, ha fatto richiesta di assicurare un servizio di ristoro mobile, con oneri a carico dell’Amministrazione, per il personale impiegato in detto servizio. A riguardo, la Prefettura dell’Aquila è stata autorizzata a stipulare apposite convenzioni con esercizi privati di ristorazione, al fine di garantire la distribuzione di bevande calde e fredde e generi alimentari con le suddette modalità, nelle giornate fissate per lo svolgimento dell’evento, per un importo massimo di spese fissato nella misura di € 1.50 (un euro/cinquanta centesimi) a persona».Acqua al sole e lattine vuote. «Fermo restando il nostro vivo apprezzamento e la “sincera” commozione per “l’ingente”sforzo economico che sosterrà il Dipartimento - scrive ancora Scalzo -, non è chiara una cosa: le bevande calde, sono intese quelle bottigliette d’acqua lasciate al sole? Quelle fredde sono intese quelle lanciate a dovere dai dimostranti nei confronti dei poliziotti? I generi alimentari, saranno le bottigliette vuote? Il Consap ritiene ritiene scandaloso, indecente ed inaccettabile che il Dipartimento tratti così uomini e donne della Polizia di Stato che rischiamo la vita per il buon andamento del vertice Internazionale del G8, per consentire ai commensali internazionali di pranzare con serenità».«Con quella cifra si indegnerebbero anche i No global». «Anche un No global o un Blak Block si ingnerebbe per una cifra del genre. Signor Ministro e Signor Capo della Polizia, in questo periodo di profonda recessione, i poliziotti italiani, pagati male e trattati peggio, non se la sentono di “gravare” sulle spalle dell’Amministrazione, pertanto vi invitano a ritirare la circolare che prevede la distribuzione di bevande calde e fredde e generi alimentari, per una spesa procapite di € 1.50 (un euro/cinquanta centesimi) a persona. Infine, questa organizzazione sindacale sarebbe lieta di conoscere i parametri valutativi che hanno indotto il Dipartimento ad attribuire (per la consumazione di bevande calde e fredde e generi alimentari), la somma di € 1.50 (un euro/cinquanta centesimi) a persona. Siamo basiti e sempre più amareggiati».BROGLIO IRANSECONDO VOI NELLE ELEZIONIIN IRAN CI SONEFFETTIVAMENTE STATI DEI BROGLI?(SCADENZA:24-06-2009)SI 67%NO 33%June 22 LA RIUSCITA DEL DISEGNO LEGHISTA NEL REFERENDUMDi Giampaolo Carboni. Quando scrivo manca meno di 1 ora alla chiusura dei seggi ma questo discorso non è campato x aria quanto frutto certo di un insuccesso dei 3 quesiti referendari che premiano così il volere leghista di un mancato accorporamento delle elezioni con una spesa extra di 400 milioni di euro per il bene di noi tutti:fatto sta che la Lega più il tam tam mediatico della maggioranza delle feste e delle ville di cui fanno parte hanno avuto la meglio rendendo inutile la tornata. June 18 CONFEDERATIONS CUP:BRASILE 3 USA 0C’è molta Italia nel 3-0 con cui il Brasile batte senza troppa fatica gli Usa e rimette un po’ a posto la differenza reti nel girone, aspettando di vedere cosa farà stasera l’Italia e cosa gli basterà fare domenica, nello scontro diretto, per prendersi il primato.C’è, soprattutto, molto Maicon, in campo per tutti i 90’, a conferma di un recupero ottimale: per il nerazzurro un gol e l’assist per l’1-0 timbrato da Felipe Melo, ma soprattutto, praticamente fino alla fine, una partita di intensità straordinaria, all’altezza dei suoi giorni d’oro. Con un messaggio all’Inter: quando è in queste condizioni non ha rivali al mondo e dunque bisognerà pensarci a lungo, prima di venderlo. Sempre che l’inter voglia davvero farlo. Al Brasile sono bastati 20 minuti per approfittare degli errori (singoli e di squadra) degli Usa e mettersi il cammino in discesa: a quel punto la squadra di Dunga ha potuto usare il suo calcio - grande palleggio e possesso palla - per controllare la partita e soprattutto gestire le energie.Lo aveva già fatto il c.t. nel mettere in campo la formazione, con il duplice scopo di preservare Juan (più affaticato degli altri e dunque a rischio di infortuni muscolari), far riposare qualcuno e allo stesso tempo non compromettere troppo gli equilibri di squadra. Dunque quattro cambi rispetto alla partita vinta in extremis all’esordio contro l’Egitto: Maicon per Dani Alves, Miranda per Juan, Andre Santos per Kleber e Ramires per Elano. Mossa azzeccata vista la freschezza dimostrata da Ramires (che ha messo il piede in due dei tre gol verdeoro) e soprattutto Maicon, al vero rientro dopo il grave infortunio di due mesi e mezzo fa e apparso in condizioni fisiche straripanti: il Maicon di inizio stagione, che aveva fatto grande l’Inter, un laterale destro capace di coprire tutta la fascia con continuità straordinaria, alternando discese continue e ripiegamenti difensivi comunque efficaci.Proprio dal suo piede destro, al 7’ (come già contro l’Egitto, il Brasile ha avuto fretta di "aprire" la gara) è partito il cross che ha trovato la testa di Felipe Melo, travolgente in elevazione su Spector. Molto fiacca la reazione degli Usa, che il tecnico Bob Bradley aveva messo in campo con Michael Bradley davanti alla difesa (quasi a uomo su Kakà, con risultati comunque discutibili, soprattutto quando l’ex milanista ha cercato le sue accelerazioni, partendo da lontano) e Donovan largo, un po’ laterale di centrocampo e un po’ spalla della punta centrale, Altidore. Il Brasile, a quel punto, ha potuto aspettare e colpire con una delle sue armi proibite, la velocità in ripartenza: dunque, dopo un gol su calcio piazzato, il raddoppio in contropiede, partito addirittura da azione di corner in favore degli avversari. Clamoroso errore di Beasley, palla persa e recuperata da Lucio e il Brasile è volato verso la porta avverasria con una micidiale combinazione targata Kakà-Ramires-Robinho. Il Brasile non si è fermato lì, sapendo che nella ripresa il serbatoio non sarebbe stato pieno come nei primi 45’, e pur senza alzare troppo il ritmo ha cercato il gol almeno altre volte: al 23’ con Kakà, scappato di nuovo in contropiede (tiro sull’esterno della porta); al 37’ con Luis Fabiano, che aveva visto la porta per un errore di Onyewu (conclusioli Une parata); al 40’ su colpo di testa alto di Gilberto Silva, servito da Maicon, all’ennesima discesa e cross. Una mano alla Seleçao, nel secondo tempo, hanno finito per darla anche gli Usa, alla seconda espulsione dopo quella rimediata da Clark contro l’Italia: rosso per Kljestan, per un brutto fallo su Ramires, che aveva fatto comunque in tempo a servire Kakà, vicino al suo terzo gol in questo torneo con una gran botta, un po’ troppo centrale. Per il 3-0 è bastato comunque aspettare 7’ e il premio a Maicon per la sua straordinaria partita. E’ stato il nerazzurro a dettare la sua stessa incursione, sono stati prima Ramires e poi Kakà a raccogliere il suo suggerimento e a restituirgli il pallone giusto per un destro che non ha lasciato possibilità di replica a Howard. A quel punto, Dunga si è potuto permettere di chiamare forze fresche dalla panchina: le previste staffette Kakà-Julio Baptista e Luis Fabiano-Nilmar, poi anche Luisao per Lucio. Dagli Usa, due soli brividi targati Feilhaber e Casey (traversa al 44’), ma senza danni per il risultato. In compenso, il Brasile si è concesso anche il turnover sperato: pensando già all’Italia. MARCATORI: Felipe Melo al 7’, Robinho al 20’ p.t., Maicon al 17’ s.t. USA (4-4-2): Howard; Spector, Onyewu, DeMerit, Bornstein; Dempsey, M. Bradley, Kljestan, Beasley (dal 1’ s.t. Casey); Donovan, Altidore (dal 15’ s.t. Feilhaber) (Guzan, Robles, Bocanegra, Pearce, Davies, Wynne, Califf, DeMerit, Adu, Torres). All. B. Bradley. BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio (dal 25’ s.t. Luisao), Miranda, Andre Santos; Gilberto Silva, Felipe Melo; Ramires, Kakà (dal 24’ s.t. Julio Baptista), Robinho; Luis Fabiano (dal 24’ s.t. Nilmar) (Victor, Gomes, Kleber, Elano, Daniel Alves, Josue, Kleberson, Pato). All. Dunga. ARBITRO: Busacca (Svizzera) NOTE: Spettatori: 39.617. Espulso Kljestan al 12’ s.t. per gioco scorretto. Ammoniti: Onyewu per gioco scorretto. Recuperi: 1’ e 3’. L'HOBBY DI GAETANO SAYA?DAR VOCE AGLI STUPIDI COME LUINon si può dire che Gaetano Saya manchi di determinazione. L’uomo ragiona su scala nazionale: «Vogliamo ripulire l’Italia dal marcio che vi si annida, vogliamo, fermissimamente vogliamo riportare una ferrea disciplina in tutta la Patria», dichiara dal suo sito riccamente corredato di fotografie, tra cui un biglietto con dedica autografa di Licio Gelli. Le guardie nere a cui intende affidare la sicurezza delle città non sono che l’ultima iniziativa dell’operazione pulizia che è sempre stata il suo pallino. «Un pataccaro», lo definì l’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. E in effetti il fondatore del servizio segreto parallelo Dssa, organizzazione per la quale finì in carcere nell’estate 2005, sembra uscito da un film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ma secondo alcuni gode di appoggi e finanziamenti grazie ai quali continua comunque a restare a galla. Saya nasce a Messina nel 1956, una vita impostata al motto mussoliniano «Dio, patria e famiglia». Lo cresce il nonno che ha partecipato alla marcia su Roma e nel ’70, a soli quattordici anni, Saya fa il suo debutto nei moti di Reggio Calabria. Cresce ed entra nei servizi segreti della Nato, ”esperto di Ispeg (informazioni, sabotaggio, propaganda e guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo”, da cui si congederà nel 1997. Nel novembre 1977 viene citato come teste d’accusa nel processo contro Giulio Andreotti, che indica come mandante dell’omicidio del generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. Dopo i servizi, una nuova iniziativa: dà vita all’Msi-Destra nazionale, movimento «voluto da Almirante ed iniquamente soppresso». Creare partiti è la sua passione, tanto che ne fonda due tra il ’98 e il 2001. Peccato inciampi spesso in guai giudiziari: processato a Firenze per una truffa con carte di credito legate a un commercio di pelli, rinviato a giudizio a Milano per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale. DEPECHE MODE OGGI A MILANOStasera Dave Gahan sarà sul palco dello stadio San Siro con i suoi Depeche Mode dopo aver convinto tutti l’altra sera all’Olimpico di Roma davanti a circa 47mila persone. E quando arriverà in scena per ultimo, preceduto da Martin Gore e Andrew Fletcher, tutti gli occhi scruteranno il suo volto, le sue movenze, la sua capacità di stare sul proscenio. Perché? Dave Gahan è stato operato da pochi giorni per un tumore alla vescica. Poco prima di un concerto ad Atene, era stato colpito da un violento attacco di dolori di stomaco. Ricoverato in ospedale, gli erano stati diagnosticati alcuni esami medici. Risultato: tumore. Tournée annullata, intervento chirurgico, brevissima degenza e poi il ritorno in scena. Insomma, una storia drammatica e bellissima destinata ad entrare negli album del rock come esempio di dedizione, sfortuna e volontà. I Depeche Mode sono una delle band più grandi degli ultimi vent’anni: hanno venduto oltre settanta milioni di dischi, creando un marchio musicale, l’elettropop, che ha fatto scuola e creato un pubblico di affezionati capace di resistere nel tempo. Dai primi successi negli anni Ottanta, come I just can’t get enough, fino a brani strepitosi come Personal Jesus o Enjoy the silence, i Depeche hanno creato un’«immagine svincolata dall’immagine» che li rende fascinosi, irresistibili e ancora in grado (una delle poche band) di sopravvivere anche ad album non entusiasmanti come l’ultimo Sounds of the universe. Il merito è senza dubbio della loro gavetta e della capacità di sopravvivere a un’incredibile serie di eccessi, protagonista tra l’altro proprio Dave Gahan, che a metà degli anni Novanta è stato anche sul punto di morire a causa di una overdose di stupefacenti. In ogni caso, la sua performance, come riportano i giornali, è stata di livello superiore. Vestito di nero, con un gilet che presto si è aperto, Gahan è subito diventato il protagonista dello show, correndo da una parte all’altra del palco, cantando con la sua inconfondibile voce senza mai perdere un colpo anche per merito di una scenografia, firmata dal grande Anton Corbijn, che lo ha assistito per tutta la sera sfoggiando un enorme ledwall alle spalle dei musicisti. E così il merito di questa grande band si è arricchito di un’altra tacca: quella di essere autentici sopravvissuti che non si abbandonano alle lamentele ma ripartono da capo senza fiatare. È una delle caratteristiche sempre più rare in un mondo ormai abbonato all’usa e getta, alla scoperta di nuovi talenti che vengono consumati in pochi mesi e poi spariscono nel dimenticatoio per essere subito sostituiti da altri. I Depeche Mode, autentico simbolo degli anni Ottanta, sono invece ancora qui e sono ancora simboli di un modo di fare musica, con passione e lieta inconsapevolezza, che è destinato a scomparire in breve tempo. June 17 TEMPI DURIDi Giampaolo Carboni.QUEI PROGETTI UNIVERSITARI PER QUESTA SESSIONE GIUGNO-LUGLIORISCHIANO DI DARE UN PO' ALLA DERIVA PERCHE' VORREI RIUSCIREA DARE 3 ESAMI MA STO ANCHE PARTENDO IN SALITA PERCHE' COMUNQUEDOPO 3 MESI DI FREQUENTAZIONE E LAVORO NON VOGLIO ALLOSTESSO TEMPO,TRASCURARE O ADDIRITTURA RINUNCIARE A SARDINIASPEAKS ENGLISH,CHE E' STATA SICURAMENTE UN'ESPERIENZA MOLTO BELLASIA DAL PUNTO DI VISTA DIDATTICO CHE DA QUELLO DELLE PERSONE CONOSCIUTEIN TALE AMBITO.IN OGNI CASO,GLI OBIETTIVI DELLA MIA PERSONALE SFIDAINDIVIDUATI SONO,DAL PIU' FACILE AL PIU' DIFFICILE:
C'E' DA FARE,ME NE RENDO PARTICOLARMENTE CONTO E CI METTERO' TUTTO L'IMPEGNOPOSSIBILE..E CHI VIVRA' VEDRA'...CIAO DA PIPPEN.....ACCORDO CHRYSLER-FIAT POSITIVO SECONDO I LETTORIDi Giampaolo Carboni.COME VEDETE L'ACCORDOFRA LA CHRYSLER E LA FIAT?(SCADENZA:17-06-2009)NEGATIVAMENTE 38%POSITIVAMENTE 62%June 16 HTTP://WWW.YOUTUBE.COM/USER/PIPPEN84MEANADI Giampaolo Carboni.IL CANALE YOUTUBE E' SEMPRE IN AGGIORNAMENTOFORSE ANCHE PIU' DELLO SPACES STESSO AHIME'ANDATECI PURE...CONFEDERATION CUP 2009:ITALIA 3 USA 1Mancava la consacrazione ufficiale a Giuseppe Rossi per affermare il suo talento a livello nazionale e mondiale. E' arrivata stasera, nel 3-1 di rimonta che ha regalato la vittoria all'Italia contro gli Usa nell'esordio azzurro della Confederations Cup. Rimonta firmata proprio dall'attaccante nativo del New Jersey, per i quali sono pronte pagine esaltanti sui media italiani come su quelli statunitensi. Dopo un primo tempo spaesato, senza idee, degli azzurri, concluso sopra di un uomo ma sotto di un gol per l'espulsione di Clark (fallaccio su Gattuso) e per il rigore trasformato da Donovan (fallo ingenuo di Chiellini su Altidore) Lippi rompeva gli indugi mettendo in campo il furetto del Villarreal al 12' della ripresa. Tempo due minuti e un suo sinistro al fulmicotone, tanto bello a vedersi quanto preciso nel piazzarsi sotto la traversa, ci riportava sul pari. Frizzante, effervescente Rossi: con lui in campo tutta la manovra offensiva acquisiva pericolosità e profondità, permettendo di trovare spazi invitanti anche ai centrocampisti. Come quello che De Rossi sfruttava a poco più di un quarto d'ora dal termine con un destro da trenta metri su cui Howard non arrivava. Et voilà il sorpasso dei sig.ri Rossi ai generosi nordamericani, che con un uomo in meno rimanevano sulle gambe dopo una partita sfiancante di pressing e corsa a doppia velocità rispetto ai nostri. Ma non finiva qui: Toni, a cui Lippi ha preferito Gilardino per una maglia da titolare, trovava il tempo di divorarsi due gol e fino al recupero il risultato restava in bilico. Poi una magia di Pirlo sulla sinistra, conclusa con un assist morbido a centro area: dove arrivava il treno Rossi, un gomitolo azzurro e blu scuro che saltava e si coordinava di controbalzo per una doppietta di eccezionale fattura. Supersonic Rossi, a lui si devono i primi tre punti azzurri.ITALIA (4-3-3): Buffon, Zambrotta, Chiellini, Legrottaglie, Grosso, Gattuso (11' st Montolivo), De Rossi, Pirlo, Camoranesi (11' st Rossi), Gilardino (24' Toni), Iaquinta (14 Amelia, 2 Santon, 22 Dossena, 13 Gamberini, 18 Palombo, 7 Pepe, 23 Quagliarella, 12 De Sanctis). All.: Lippi.USA (4-4-2): Howard, Spector (40' st Kljestan), DeMerit, Onyewu, Bornstein, Feilhaber, M. Bradley, Clark, Dempsey, Donovan, Altidore (21' st Davies) (18 Guzan, 6 Pearce, 3 Bocanegra, 14 Califf, 11 Wynne, 7 Beasley, 19 Adu, 20 Torres, 4 Casey, 23 Robles). All.: B. Bradley.RETI: nel pt 40' Donovan su rigore; nel st 13' e 48' Rossi, 27' De Rossi.Recupero: 2' e 4'. Angoli: 9 a 1 per l'Italia.Espulso: al 33' pt Clark per gioco falloso.Note: ammoniti Legrottaglie, Grosso, Bornstein per gioco falloso. Spettatori: 35 milaARBITRO: Pozo (Cile). |
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